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Gratteri è un comune minuscolo. Esteso per 38,46 chilometri
quadrati con una popolazione di 1350 abitanti è uno dei quindici
centri che compongono il Parco delle Madonie. Dall'alto dei
680 metri sul livello del mare, dove venne edificato secondo
la tradizione dagli arabi, Gratteri domina il superbo paesaggio
delle Madonie. Qui, a 78 chilometri da Palermo, restano intatte
le grandi tradizioni siciliane, ma restano intatti anche i
segni di civiltà lontanissime. E quelle civiltà, oggi, tornano
a riemergere grazie alla ricerca archeologica. Recenti scoperte
nel territorio del comune, che secondo gli storici prende
il nome dal latino crater (fonte) per la presenza nella zona
di alcune grotte in cui scorre un'acqua limpidissima, hanno
dimostrato l’esistenza di insediamenti sin V secolo a. C.
L'origine
del paese, il cui toponimo ha dato vita a diverse interpretazioni,
affonda in epoche remote: prima romana, poi bizantina, poi
araba e così via. Un'antica moneta romana, che è conservata
presso il Museo storico-naturalistico di Castelbuono, attesta
l'esistenza di un sito Aterium del V secolo che si trovava
probabilmente nell'area dell'attuale paese.
A Gratteri è possibile visitare, nei locali della Biblioteca
comunale, la raccolta di circa cento esemplari tassidermati
tra mammiferi e volatili, tutte specie molto diffuse sulle
Madonie, alcuni dei quali estinti.
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