|
Polizzi, detta la "Generosa" da Federico II di Svevia, fu
il primo comune in Sicilia ad avere la luce elettrica nel
1901.
Un mistero avvolge le sue origini:alcune fonti ne fanno derivare
il nome dagli dei Palici. Questa ipotesi è avvalorata dalla
presenza di una fonte, ai piedi del colle su cui sorge il
centro urbano, detta "Naftolia" (probabile derivazione di
"Naftalia", ovvero fonte di Thalia, madre dei Palici).
Il ritrovamento di una statua triforme di Iside (distrutta
dal vescovo di Cefalù, monsignor Castelli, nel 1771) farebbe
pensare che il nome del comune possa derivare da Polis Isidis,
cioè città di Iside.
Ulteriori scavi hanno portato alla luce antichi reperti e
una necropoli ellenistica, risalenti al IV/III secolo
a.C., per cui si suppongono contatti con la civiltà ellenica
e cartaginese. Dalla dominazione bizantina il suo splendore
crebbe di secolo in secolo: fu luogo di villeggiatura prediletto
dalla nobiltà, in particolare dall'imperatore Carlo V ,che
vi soggiornò nel 1535.
Da ammirare il patrimonio artistico presente nelle
chiese, ricche di opere di Domenico Gagini, Juan Matta, Filippo
Quattrocchi e Lo Zoppo Di Gangi. Suggestivi, inoltre, i ruderi
della Flomaria molendinorum, un insieme di mulini che,
per secoli, costituì la ricchezza del comune madonita.
Polizzi Generosa è famosa anche per i suoi uomini illustri,
dal critico Giuseppe Antonio Borgese al regista Martin Scorsese.
Vero e proprio paradiso della gastronomia, Polizzi,
risente dalla sua storica multietnicità anche in cucina: dai
piatti "popolari", come i tagghiarini chi fasoli sicchi,
a quelli più raffinati, quali u' sfagghiu, una torta
ripiena di tuma, zuccata e cioccolato, di origine araba.
|