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Blufi è il paese della Madonna dell'Olio. Oltre ad
essere considerato l'osservatorio naturale del Parco delle
Madonie, è infatti circondato da un alone di misticismo, proprio
per la presenza di uno dei più antichi santuari mariani di
tutta la Sicilia.
La Madonna dell'Olio, la cui miracolosa fonte è citata persino
da Aristotele, è la patrona del centro madonita e, ogni anno,
il 15 agosto, la chiesa accoglie migliaia di fedeli e pellegrini.
Notevole è il patrimonio artistico-culturale di questo comune
che, sino al 1972, è stato una frazione di Petralia Soprana:
tra gli artisti che hanno lasciato preziose testimonianze
Filippo Quattrocchi e il Bagnasco.
Blufi, malgrado la recente "indipendenza", ha origini antiche:
notevoli, a tal proposito, sono le testimonianze archeologiche.
Da ammirare i resti di un ponte in pietra risalente ad epoca
romana o la suggestiva casa dei Rossi, abitata nel
Duecento da un'esule famiglia fiorentina. Un'altra curiosità
storica riguarda il nome del comune che deriva dal greco "Boos"
e "Lofos", in altre parole "Colle del bue". Non si esclude
tuttavia una derivazione saracena che ne attribuisce il significato
ad un'erba curativa usata dalla popolazione, la Luffa cilindrica
(da "bu", padre e "luf", Luffa). Una terza ipotesi fa discendere
il singolare nome dalla radice inglese "blue field", vale
a dire fiume azzurro.
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