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Il paese è legato strettamente al nome dei Ventimiglia, e
Francesco I che nel 1316 volle la costruzione dell'incantevole
maniero, ai piedi di una verde vallata delle Madonie.
Ma le sue origini sono bizantine, poiché il casale dei Ventimiglia
fu costruito sul sito dell'antica Ypisgro. Castelbuono è oggi
uno splendido esempio d’architettura medievale, fortunatamente
intatta nella sua originaria struttura urbanistica e i suoi
notevoli itinerari artistici, che fanno della cittadina una
piccola perla madonita. Così lo descrive Antonio Castelli,
uno dei maggiori scrittori siciliani del secondo Novecento:
“I campanili sono cinque, alti, svettanti sopra le case (testuggini
rosse); dovunque uno si trovi lo orientano come aerei segnavia.
Gli orologi sui campanili sono due, quante le piazze, nei
punti estremi del paese. Essi scandiscono le ore per tutti.
Non sono i misuratori di una convenzione del tempo, ma proprio
orologi “biologici”.
La loro accordatura è secondo la liturgia del sole”. La storia
del paese è indissolubilmente legata a quella della famiglia
Ventimiglia e al Castello fatto erigere da loro. Come
ogni castello che si rispetti anche quello di Castelbuono
ha la sua leggenda con annesso fantasma. Si racconta che Francesco
I, che non riuscì ad avere figli dal matrimonio con Costanza
Chiaramente, ripudiò la moglie e la tenne prigioniera per
tutta la vita in una stanza del castello.
Si racconta ancora che ogni primo martedì del mese, le stanze
del castello risuonino dei passi di Costanza. Secondo la tradizione
Francesco I, per sfuggire alla vendetta dei parenti di Costanza,
passò attraverso una galleria sotterranea che collega il castello
al Cappellone di Sant’Antonio, mausoleo dei Ventimiglia, ma
la sua corsa finì in un burrone nei pressi di Geraci. Burrone
che è ancora oggi denominato “balzo del conte”. Nella cappella
palatina del castello oltre agli stucchi di scuola serpottiana
si trova il teschio di Sant’Anna, patrona di Castelbuono
e festeggiata per tre giorni dal 25 al 27 luglio. Una processione
molto suggestiva, che conclude la festa, è la manifestazione
del forte senso religioso della comunità. A Castelbuono non
può mancare una visita al museo storico-naturalistico Minà-Palumbo,
ospitato nell’ex monastero di Santa Venera (Badia) in via
Roma. Da ammirare il portale rinascimentale della Matrice
Vecchia, dedicata a Maria SS. Annunziata, consacrata nel
1494, che ospita la Madonna degli Angeli di Antonello
Gagini.
Da qualche anno a Castelbuono si svolge, sempre a luglio,
il Festival del Jazz, che accoglie artisti provenienti da
tutto il mondo.
Da ammirare, per quanto riguarda l'artigianato, gli splendidi
ricami a filet mentre, tra le delizie della gastronomia, imperdibili
i maccheroni con sarde e finocchietti.
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